Siamo lieti di annunciare che, nel contesto della manifestazione “Lerici Legge il Mare”, parteciperemo il giorno 17 settembre ad una regata di vele latine, organizzata con il supporto tecnico del Circolo Vela Erix di Lerici. Per l’occasione sono già all’ormeggio, nelle acque antistanti Piazza Garibaldi, le bellissime imbarcazioni: Laura, Bianca, Zingara, Morino, Ninin, Ciancianin; presto si aggiungeranno Graziella e Robilù, insieme a numerose altre, una vera flotta!…e il ricordo vola alle 100 e più vele che animavano il bellissimo golfo dei poeti.
Ringraziamo vivamente coloro che ci hanno dato la possibilità di poter far rivivere una pagina in cui tanta storia ha avuto la Marineria Lericina, ma soprattutto questo armo velico dalla storia leggendaria e millenaria: i Dromomi Bizantini, le Galeazze Veneziane, Siabecchi, Tartane, Feluche ed infine i Leudi, ultimi velieri che hanno solcato i nostri mari, fino al 1945.
Riteniamo fondamentale, soprattutto per le nuove generazioni ed in particolare per gli studenti degli Istituti Nautici, ricordare e trasmettere le discipline tecniche che concorrono alla realizzazione ed alla conduzione di questi “piccoli velieri”.
Una barca armata a vela latina deve essere esclusivamente costruita in legno secondo le professionalità dei Maestri d’Ascia, Calafati, Nostromi e Velai, quest’ultimi impegnati alla realizzazione di vele sviluppate secondo principi ora inusuali.
Si può affermare che, per una vela latina, la regata inizia la momento della progettazione: dal ripristino dello scafo – vera e propria operazione di restauro scientifico – al dimensionamento del piano velico, proporzionato alla stabilità della barca e quindi derivante dallo studio dei centri velici, dei centri di carena e dalla conoscenza della fisica del vento.
Per quando sopra detto è in studio un progetto comune con l’Istituto Nautico Nazario Sauro di La Spezia, per avvicinare al mare i giovani del Nautico, mare che più si conosce e più ci sarà amico. E’ quindi importantissimo che l’Istituto Nautico abbia – e continui ad avere – in concessione un piccolo spazio a mare, che consenta agli studenti un contatto con il mare.
Con l’occasione, per le nuove generazioni in generale, ricordiamo che in alcune nazioni, come la Nuova Zelanda, lo studio della vela è materia scolastica in tutti gli istituti, sia come didattica che come attività sportiva, dopo l’insegnamento del nuoto e quindi della voga, e da ultimo, come sport supremo, la Vela.
I giovani educati ed edotti in tal senso sono e saranno l’industria e lo sport e di conseguenza la ricchezza, la salute e la disciplina comportamentale per un paese migliore.












